Piazza D’Armi. Apriamo la discussione

L’annuncio dell’avvio delle bonifiche dall’amianto da parte di Invimit e di un tavolo di lavoro convocato dall’assessore Maran per avviare la progettazione di un grande parco nella Piazza d’Armi non può che vederci fiduciosi sul futuro dell’area stessa.
Ci siamo già espressi, in occasione della rinuncia dell’Inter, sull’opportunità rappresentata dal nuovo PGT di guidare la sua trasformazione, nell’interesse di tutta la città.

Pensiamo però che il confronto, nel quadro della revisione del PGT, debba essere allargato anche a quelle realtà che in questi anni hanno promosso cultura e iniziativa su Piazza d’Armi, elaborando proposte che hanno coinvolto migliaia di cittadini. In primis la valorizzazione delle risorse già presenti in questa area: dal riuso (e non demolizione) degli ex magazzini militari anche per destinazioni pubbliche, sociali e culturali, alla tutela di parte dell’ecosistema naturale in essere, ricco di diversità faunistiche e boschive, che potrebbe essere connesso con reti di percorsi ciclo ai sistemi verdi limitrofi (Parco delle Cave, Bosco in Città, Cascina Linterno).

Allo stesso modo, occorre aprire un tavolo perché anche per Piazza d’Armi, il PGT sia l’occasione per fare scelte coraggiose e ragionare sulle politiche dell’abitare, non solo per rispondere ad un fabbisogno pressante, ma anche per sperimentare edilizia popolare in contesti sociali misti, favorire l’housing sociale, prevalentemente in affitto, e dare risposte alla classe media e ai giovani.

Piazza D’Armi

Stamattina ho accolto volentieri l’invito alla passeggiata in PIAZZA D’ARMI, proprio nella giornata nazionale dei Beni Comuni indetta da Italia Nostra e dopo la chiusura del bando Invimit andato deserto, anche da parte dell’Inter.
Forse un’occasione persa, ma il PGT diventi ora strumento di regia pubblica per guidare la sua trasformazione, nell’interesse di tutta la città.

Come gruppo consiliare Milano Progressista, siamo pronti ad aprire un confronto nel quadro della revisione del PGT, che ragioni sullo sviluppo di funzioni innovative per i quartieri interessati e per la città. Lo abbiamo fatto incontrando alcuni rappresentanti delle associazioni e proseguiremo con altri momenti di confronto e proposta.
Per noi è importante che attorno ad una vocazione inedita per la città, si costruisca una proposta che accolga elementi di interesse pubblico, sia in termini di destinazione di spazi e strutture aperti alla cittadinanza, sia in termini di valorizzazione delle risorse preziose già presenti in questa area: dal riuso degli ex magazzini militari alla tutela dell’ecosistema naturale in essere, ricco di diversità faunistiche e boschive, che potrebbe essere connesso con reti di percorsi ciclo/pedonali ai sistemi verdi limitrofi (Parco delle Cave, Bosco in Città, Cascina Linterno). Lo si potrebbe fare chiamando al tavolo anche le forze attive che da anni ne promuovono la valorizzazione e i cittadini.
Allo stesso modo pensiamo che Piazza d’Armi sia l’occasione per ragionare con interlocutori qualificati sulle politiche dell’abitare, non solo per rispondere ad un fabbisogno pressante ma anche per sperimentare edilizia popolare in contesti sociali misti e favorire l’housing sociale prevalentemente in affitto per dare risposte alla classe media e ai giovani.