Cascina Basmetto

Proseguono i sopralluoghi della commissione urbanistica nel sistema agricolo milanese e nelle sue cascine. Ancora a sud, presso la Cascina Basmetto (in parte del Parco delle risaie, all’interno del Parco Agricolo Sud) una delle storiche cascine della Milano rurale di un tempo.


Il Comune l’ha acquisita nel 1942 e dal 1958 è gestita dalla famiglia Papetti. Le prime notizie documentate sulla cascina Basmetto risalgono al 1400, epoca in cui apparteneva al monastero di San Barnaba in Gratosoglio.

Attività principale: coltivazione e produzione riso carnaroli (che poi viene commercializzato dal DAM).
Durata del contratto di affitto: 15 anni anziché 30.
Perché?

Su questa storica cascina, da anni grava l’ipotesi di edificazione di un progetto della cooperativa CMB (435 appartamenti), legato a precedenti PGT. L’assessore De Cesaris si era impegnata a cercare un’area alternativa, riuscendo a spostare i diritti edificatori di uno dei comparti in un’area comunale adiacente, sconfinando però sulla risaia.

Un punto di raccordo tra città e campagna, tra città e sistema agricolo (cultura e tradizione, attività economica, sistema delle acque, sistema faunistico).

Serve intervenire, per azzerare o per ridimensionare drasticamente l’intervento edilizio.

Ci lavoreremo, in modo convinto, nel nuovo PGT per non lasciare immutate le cose.
Milano, una città per cambiare.
Anita Pirovano, David Gentili, Paolo Limonta, Emmanuel Conte, Natascia Tosoni

Piano di Governo del Territorio

A fine maggio è stato presentato il nuovo Piano di Governo del Territorio – PGT che disegnerà la città di Milano da qui al 2030.
Le ragioni di una variante al PGT non riguardano solo un adeguamento al quadro pianificatorio sovraordinato, ma esprimono la volontà di leggere i cambiamenti del quadro socio-economico e definire strumenti efficaci di sviluppo della città.
Cinque obiettivi fondanti del nuovo Piano, un denominatore comune: superare le distanze fisiche, sociali, economiche tra centro e periferia e rispondere alle esigenze di una popolazione tra 20 e 40 anni che sempre di più sceglie di vivere a Milano.

Martedì 3 luglio alle 20,45 presso il MaMu in via Soave 3, i gruppi consiliari in Municipio 5 Milano Progressista, PD e Lista Sala, organizzano un incontro pubblico dove ci confronteremo sulle potenzialità e le eventuali criticità che il Piano di governo del Territorio offre alla nostra zona.

Ne parlerò insieme a:
– Pierfrancesco Maran, Assessore Comune all’Urbanistica, Verde e Agricoltura
– Roberto Sarfatti, architetto.

Sarà l’occasione per proporre, intervenire nel merito e capire le ricadute a livello cittadino e del municipio 5.
Vi aspetto.

Piazza D’Armi

Stamattina ho accolto volentieri l’invito alla passeggiata in PIAZZA D’ARMI, proprio nella giornata nazionale dei Beni Comuni indetta da Italia Nostra e dopo la chiusura del bando Invimit andato deserto, anche da parte dell’Inter.
Forse un’occasione persa, ma il PGT diventi ora strumento di regia pubblica per guidare la sua trasformazione, nell’interesse di tutta la città.

Come gruppo consiliare Milano Progressista, siamo pronti ad aprire un confronto nel quadro della revisione del PGT, che ragioni sullo sviluppo di funzioni innovative per i quartieri interessati e per la città. Lo abbiamo fatto incontrando alcuni rappresentanti delle associazioni e proseguiremo con altri momenti di confronto e proposta.
Per noi è importante che attorno ad una vocazione inedita per la città, si costruisca una proposta che accolga elementi di interesse pubblico, sia in termini di destinazione di spazi e strutture aperti alla cittadinanza, sia in termini di valorizzazione delle risorse preziose già presenti in questa area: dal riuso degli ex magazzini militari alla tutela dell’ecosistema naturale in essere, ricco di diversità faunistiche e boschive, che potrebbe essere connesso con reti di percorsi ciclo/pedonali ai sistemi verdi limitrofi (Parco delle Cave, Bosco in Città, Cascina Linterno). Lo si potrebbe fare chiamando al tavolo anche le forze attive che da anni ne promuovono la valorizzazione e i cittadini.
Allo stesso modo pensiamo che Piazza d’Armi sia l’occasione per ragionare con interlocutori qualificati sulle politiche dell’abitare, non solo per rispondere ad un fabbisogno pressante ma anche per sperimentare edilizia popolare in contesti sociali misti e favorire l’housing sociale prevalentemente in affitto per dare risposte alla classe media e ai giovani.