Una città per cambiare

Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per realizzare ‘Una città per cambiare‘, a chi ha raccolto un invito anche solo per bere una birra in compagnia o per sostenere economicamente la tre giorni e a tutti coloro che, anche con contenuti inediti e scomodi, dal palco e dal pubblico sono intervenuti.

Ne è valsa la pena, ci siamo divertiti e vogliamo andare avanti… perciò alla prossima! Questo fine settimana, ad un anno di vita e attività del gruppo in Consiglio Comunale, abbiamo incontrato la città.

E abbiamo fatto bene.

Tre giorni di festa, oltre 60 relatori nei 10 dibattiti, troppi ma non abbastanza, a rappresentare una pluralità di approcci, di culture, di appartenenze politiche e culturali. Il coraggio di affrontare temi scomodi e irrituali (dalle false cooperative all’Europa passando per l’incompiuta del decentramento e la bicicletta e l’emergenza abitativa e i diritti dimenticati). Il Sindaco che discute con 11 studenti di Milano, di futuro e di sinistra in una discussione senza rete.

E ancora diverse centinaia di persone che hanno scoperto un luogo della Milano che cresce e include. Più di 100 persone al pranzo della domenica e alcune decine di docenti a discutere di scuola alle 14 di un sabato caldissimo. Il terzo segreto di satira che ci ha regalato il buonumore, il jazz e i dj set. Ce ne andiamo da Rob de matt ma lasciamo una panchina colorata contro la violenza di genere grazie a “Elica Rossa”.

E poi chi ha lavorato, fatto le grafiche, spostato panche, raccolto fondi, gestito la comunicazione o ci ha aiutato ad allestire un angolo di accoglienza per i bimbi. Tutto perfetto? No, anzi, tutto migliorabile. Tutto affinabile ma pensiamo sia la strada giusta: apertura, pluralità, inclusione, curiosità, rispetto per le differenze. Cioè la strada è quella che non é già segnata ma é ancora tutta da fare camminandola. Sapendo che è difficile, che sarà salita e sudore ma che è l’unica via per ridare energia, slancio e idee a noi stessi.

La stessa strada che abbiamo aperto quando un anno fa, mettendo in discussione le nostre piccole rendite di posizione, abbiamo dato vita ad un gruppo consiliare in cui ci siamo trovati venendo da punti di partenza diversi ma con la volontà di mettere a valore le differenze e le nostre storie.

E’ stato un esempio di gioco di squadra che continueremo sul territorio, nelle battaglie politiche e amministrative a partire da Milano ma con lo sguardo sul mondo perché appunto Milano è “la città per cambiare” se stessa, il paese e la politica. Grazie a tutti. Buona la prima, ci toccherà il bis!

Natascia Tosoni, David Gentili, Emmanuel Conte, Paolo Limonta, Anita Pirovano

Piazza D’Armi

Stamattina ho accolto volentieri l’invito alla passeggiata in PIAZZA D’ARMI, proprio nella giornata nazionale dei Beni Comuni indetta da Italia Nostra e dopo la chiusura del bando Invimit andato deserto, anche da parte dell’Inter.
Forse un’occasione persa, ma il PGT diventi ora strumento di regia pubblica per guidare la sua trasformazione, nell’interesse di tutta la città.

Come gruppo consiliare Milano Progressista, siamo pronti ad aprire un confronto nel quadro della revisione del PGT, che ragioni sullo sviluppo di funzioni innovative per i quartieri interessati e per la città. Lo abbiamo fatto incontrando alcuni rappresentanti delle associazioni e proseguiremo con altri momenti di confronto e proposta.
Per noi è importante che attorno ad una vocazione inedita per la città, si costruisca una proposta che accolga elementi di interesse pubblico, sia in termini di destinazione di spazi e strutture aperti alla cittadinanza, sia in termini di valorizzazione delle risorse preziose già presenti in questa area: dal riuso degli ex magazzini militari alla tutela dell’ecosistema naturale in essere, ricco di diversità faunistiche e boschive, che potrebbe essere connesso con reti di percorsi ciclo/pedonali ai sistemi verdi limitrofi (Parco delle Cave, Bosco in Città, Cascina Linterno). Lo si potrebbe fare chiamando al tavolo anche le forze attive che da anni ne promuovono la valorizzazione e i cittadini.
Allo stesso modo pensiamo che Piazza d’Armi sia l’occasione per ragionare con interlocutori qualificati sulle politiche dell’abitare, non solo per rispondere ad un fabbisogno pressante ma anche per sperimentare edilizia popolare in contesti sociali misti e favorire l’housing sociale prevalentemente in affitto per dare risposte alla classe media e ai giovani.

Incontro pubblico Giovedì 26 aprile 2018

Perchè affrontare il tema della sicurezza?

Intanto perchè le informazioni recenti (2017 rispetto al 2016) diffuse dalla questura di Milano ci raccontano un dato di realtà da cui partire: -9% rapine, -7,7% furti, -6% estorsioni, -6% truffe. Solo per citare i principali reati.

E perchè pensiamo che il tema non possa essere lasciato a chi fomenta paure e odio.

La sicurezza – così come le periferie – è concetto sempre più ricorrente nel discorso pubblico e politico. Un discorso però spesso imbrigliato che tende a stritolare un tema cosi sfaccettato dentro uno schematismo fatto di telecamere, aumento del dispiegamento di forze dell’ordine, restringimento degli spazi di libertà fisici e mentali.

Tutto questo senza riuscire a migliorare la sicurezza percepita dai cittadini, che spesso prescinde dai dati di realtà (a partire dal calo dei reati ormai costante e recentemente confermato dai dati della Questura di Milano) e deriva da una serie composita di fattori economici, sociali e culturali che riguardano il benessere individuale e la qualità della convivenza dentro una comunità.

Ci si nasconde dietro “la sicurezza non è di destra né di sinistra”, ma è uno slogan vuoto – anzi fuorviante – perché le risposte che si possono dare alle paure sempre più diffuse e acute possono essere innovative o conservatrici, progressiste o populiste. Possono provare a ricostruire i legami sociali o esacerbare ulteriormente l’odio per il diverso.

Con questa serata, a cui abbiamo invitato interlocutori davvero autorevoli in città, vogliamo aprire un dibattito schietto e ambizioso per rendere Milano una città si-cura in tutti gli ambiti della vita quotidiana, dal tram ai luoghi di lavoro, dall’abitare al tempo libero, di giorno e di notte.

Nel panorama del dibattito pubblico e politico, un’occasione rara per ascoltare voci autorevoli e dati di realtà e contribuire, ciascuno come può, a ricostruire una cultura sulla sicurezza non demogogica nè supina al sentire comune fomentato da molti esponenti politico-istituzionali.

Spero di poterne parlare con voi, insieme ai miei colleghi consiglieri, a Palazzo Marino giovedì.