Mobilità: a quando una nuova metro per il sud di Milano?

#mobilità #Qualità della vita: è tempo di una nuova metropolitana M6 per il sud di Milano. Apriamo il tavolo per valutare la fattibilità.
Bene ha detto il Sindaco sull’importante risultato che vede Milano guidare la classifica delle città per qualità della vita pubblicata dal Sole 24: “Bene, ma bisogna migliorare, c’è la questione ambientale, ripartiremo dalle cose fatte e dallo sforzo continuo per portare le metropolitane verso le periferie“.
E allora è tempo di ragionare sulla nuova linea del metro M6: il sud di Milano non può aspettare oltre per migliorare la qualità della mobilità e per contribuire in modo strategico alla sostenibilità ambientale.
126.000 abitanti, una sola fermata del metro, un’area in trasformazione, attorno all’asse Ripamonti: 2.000 lavoratori nella nuova sede di Fastweb appena inaugurata, il completamento del progetto Symbiosis (di cui fa parte anche Fastweb) nel più grande business district innovativo con inclusa la nuova sede della scuola Internazionale Ludum, oltre 1.000 persone nei futuri 480 alloggi di via Antegnati (ex palazzi Ligresti), altra edilizia prevista nel PII Monti Sabini (area inclusa nel recente bando Reinventing Cities), l’ampliamento dello IEO approvato nel PGT (a condizione che vi sia un prolungamento della linea 24), la futura area “smart city lab” in via Ripamonti 88 (per cui 1 anno fa presentai interrogazione).
Nel mio intervento in aula in articolo 21, ho anticipato la richiesta all’assessore Granelli e al Sindaco, anche in relazione alle deleghe sulla transizione ambientale, per aprire un tavolo di studio che coinvolga Amat e rivaluti le mutate condizioni, lavorando su diverse ipotesi progettuali che anche nel dibattito pubblico sono state recentemente avanzate (un collegamento ovest – sud a partire dal prolungamento della rossa a Baggio, piuttosto che una connessione con la gialla da Crocetta fino a Noverasco-Opera).
L’intero asse sud-nord Bazzi-Ferrari-Ripamonti è oggi già gravato dal traffico cittadino e dall’ingresso (nonostante area B) di pendolari provenienti dalla provinciale Val Tidone.
Possiamo anche continuare a discutere dello spostamento di due fermate della linea 24, ma il futuro di quella zona (oltre la linea 90/91) è già oggi.
Il nuovo ventennio 2020 sia l’orizzonte strategico per accettare una nuova sfida in termini di trasformazione sostenibile e lungimirante della città.